“Ciò che dobbiamo fare è creare politiche autonome ed autosufficienti”…

Così Dilar Dirik commenta, nella sua pagina fb, il tentativo di colpo di stato della scorsa notte in Turchia:

I sostenitori dell’AKP hanno linciato un soldato golpista a Istanbul e l’hanno decapitato! Quanto velocemente – nel giro di un’ora –  questi “eroi nazionali” che uccidono i curdi sono diventati traditori e nemici!
Non posso credere di esser nata in questo paese. La disgustosa mentalità di ISIS, combinata con l’ideologia fascista dello stato-nazione, ha trasformato le persone in maniaci brutali. Erdogan ha già annunciato un aumento dell’autoritarismo e verranno tempi ancora più oscuri.
Nessuno dovrebbe essere felice per i tentativi di colpo di stato, in quanto i colpi di stato militari hanno una lunga storia in Turchia e non hanno portato nulla, se non esecuzioni extragiudiziali, torture nelle carceri, massacri e censura. Allo stesso modo, nessuno dovrebbe aspettarsi che chiunque sia “dalla parte di Erdogan” per questo periodo. Questo dogmatico pensiero fatalista dualistico ha lasciato il mondo intero in uno stato di disperazione: Trump o Hilary, Sisi o Morsi, Assad o ISIS! Queste non sono scelte. Sono tutti assassini. E le persone che vogliono un cambiamento radicale non possono aspettare momenti fascisti, come i colpi di stato, per rovesciare un governo, perché questo tipo di momenti non avviene sulle nostre premesse. Non possiamo lasciare i nostri programmi e piani di azione all’orologio dei fascisti e di geopolitiche che non siano in mano nostra. Ciò che dobbiamo fare è creare politiche autonome ed autosufficienti, creare la nostra autodifesa e condurre una lotta fondata su principi. Questo è ciò che facciamo in Rojava, questo è quello che faremo in Bakur (il Kurdistan turco occupato). Non importa come, la libertà vincerà. In questo senso, come al solito, la resistenza continua!

Altrove, qualcuno scrive: Chissà ora che ci racconteranno i media davanti alla repressione e la conseguente mattanza (finora 200 morti) che si prospetta in Turchia e che certamente colpirà anche la popolazione che era scesa in piazza a festeggiare, incautamente, la fine di Erdogan.

Qui potete leggere la dichiarazione del KCK.

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Nei giorni scorsi il Consiglio delle donne yezide di Shengal/Sinjar ha lanciato un Appello per una Giornata internazionale d’azione contro il femminicidio delle donne yezide, nella ricorrenza del secondo anniversario della campagna militare di ISIS contro il popolo yezida a Sinjar, il 3 Agosto 2016.

Sul genocidio del suo popolo, si leggano le dichiarazioni della ventunenne yezida Nadia Murad, sopravvissuta alle atrocità dei fondamentlisti di ISIS/Daesh.

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