Segnalazione: Revolution in Rojava

9780745336596Michael Knapp, Anja Flach and Ercan Ayboga: Revolution in Rojava – Democratic Autonomy and Women’s Liberation in the Middle East
Translated by Janet Biehl
Distributed for Pluto Press
Qui
la sinossi e la breve recensione di Dilar Dirik

 

Due importanti segnalazioni

Sabato 24 settembre si terrà a Roma una manifestazione nazionale a sostegno della lotta del popolo kurdo e per la liberazione di Ocalan. Leggi l’appello e la lettera delle donne di ReteKurdistan.
Nel sito di ReteKurdistan si trovano tutte le informazioni sui pullman per partecipare alla mobilitazione.

Segnaliamo anche la pubblicazione di Gineologia – La scienza delle donne. Le copie vanno richieste direttamente a UIKI onlus.

jinolojibrosur

Il macellaio Erdogan, i suoi complici e l’alternativa kurda

CrHYIoRWgAAmc57 Per chi volesse capire meglio cosa stia dietro l’invasione turca del Rojava – con il suo corollario di bombe a grappolo sui villaggi e spari contro la popolazione di Kobane che protesta al confine – , la complicità di Barzani e i silenzio dell’Occidente, proponiamo, qui in fondo, la traduzione dell’articolo Non più la Questione Kurda, ma l’Alternativa Kurda di Hawzhin Azeez, pubblicato su Kurdish Question (ringraziamo N. per la traduzione).

Ricordiamo anche che oggi si terrà l’udienza di riesame per le misure cautelari inflitte a compagne/i dopo l’azione alla Turkish Airlines dell’anno scorso a Torino, e che ieri a Roma è stata occupata la sede della Turkish Airlines, in solidarietà con compagne/i di Torino e con la lotta anticoloniale del popolo kurdo. Continue reading

3 agosto 2014 – 3 agosto 2016

CotK_DlUMAA6Vtn

Ricorre oggi il secondo anniversario del massacro di Shengal.
Un’ottima rassegna delle varie iniziative e degli articoli si trova su ÊzîdîPress.

Segnaliamo un articolo di Firat News su come le Unità di resistenza maschili e femminili di Shengal abbiano celebrato l’anniversario.

Consigliamo anche di leggere le dichiarazioni dell’organizzazione di donne Kongreya Star di Kobane.

Schermata 2016-08-03 a 16.34.33E a proposito di donne resistenti, segnaliamo la nascita di Parastina-Jin, per l’autodifesa delle donne in Rojava.

Verso il 3 agosto

770x500cc-mnb-30-07-16-kadinlar-carsaf-yakma-mansetA Mabij continuano, da giorni, i combattimenti contro Daesh, e intanto le donne dei quartieri liberati dai combattenti bruciano i burqa che erano stati loro imposti dai fondamentalisti.

In Turchia, invece, le associazioni femministe e le organizzazioni di donne denunciano il moltiplicarsi di abusi sessuali e minacce con le piazze piene di sostenitori dell’Akp e squadre punitive alla caccia di traditori. Il maschilismo di cui è impregnata l’ideologia del partito di Erdogan trova uno specchio nei suoi sostenitori, non ci sorprende.

CmDE1-PWgAALLh-Mentre ancora una volta la Turchia rifiuta di consegnare ai familiari il corpo di una giovanissima combattente kurda – Eylem Ataş, nome di battaglia Cemre Heval – caduta in Siria nella lotta contro ISIS, si moltiplicano le testimonianze delle donne yezide sull’occupazione di Shengal/Sinjar, il genocidio degli yezidi e i rapimenti da parte di ISIS/Daesh il 3 agosto del 2014.

Vi invitiamo a leggere le testimonianze raccolte in questo articolo, che non solo ribadiscono le ben note atrocità dei fondamentalisti, ma anche le difficoltà che hanno incontrato le ragazze yezide che sono riuscite a fuggire dalle mani dei loro stupratori e sfruttatori. Una volta fuggite, infatti, sono spesso diventate occasione di guadagno per chi, ospitandole durante la fuga, ne ha poi chiesto il riscatto ai loro familiari. Continue reading

“Ciò che dobbiamo fare è creare politiche autonome ed autosufficienti”…

Così Dilar Dirik commenta, nella sua pagina fb, il tentativo di colpo di stato della scorsa notte in Turchia:

I sostenitori dell’AKP hanno linciato un soldato golpista a Istanbul e l’hanno decapitato! Quanto velocemente – nel giro di un’ora –  questi “eroi nazionali” che uccidono i curdi sono diventati traditori e nemici!
Non posso credere di esser nata in questo paese. La disgustosa mentalità di ISIS, combinata con l’ideologia fascista dello stato-nazione, ha trasformato le persone in maniaci brutali. Erdogan ha già annunciato un aumento dell’autoritarismo e verranno tempi ancora più oscuri.
Nessuno dovrebbe essere felice per i tentativi di colpo di stato, in quanto i colpi di stato militari hanno una lunga storia in Turchia e non hanno portato nulla, se non esecuzioni extragiudiziali, torture nelle carceri, massacri e censura. Allo stesso modo, nessuno dovrebbe aspettarsi che chiunque sia “dalla parte di Erdogan” per questo periodo. Questo dogmatico pensiero fatalista dualistico ha lasciato il mondo intero in uno stato di disperazione: Trump o Hilary, Sisi o Morsi, Assad o ISIS! Queste non sono scelte. Sono tutti assassini. E le persone che vogliono un cambiamento radicale non possono aspettare momenti fascisti, come i colpi di stato, per rovesciare un governo, perché questo tipo di momenti non avviene sulle nostre premesse. Non possiamo lasciare i nostri programmi e piani di azione all’orologio dei fascisti e di geopolitiche che non siano in mano nostra. Ciò che dobbiamo fare è creare politiche autonome ed autosufficienti, creare la nostra autodifesa e condurre una lotta fondata su principi. Questo è ciò che facciamo in Rojava, questo è quello che faremo in Bakur (il Kurdistan turco occupato). Non importa come, la libertà vincerà. In questo senso, come al solito, la resistenza continua!

Altrove, qualcuno scrive: Chissà ora che ci racconteranno i media davanti alla repressione e la conseguente mattanza (finora 200 morti) che si prospetta in Turchia e che certamente colpirà anche la popolazione che era scesa in piazza a festeggiare, incautamente, la fine di Erdogan.

Qui potete leggere la dichiarazione del KCK.

__________________________________________

Nei giorni scorsi il Consiglio delle donne yezide di Shengal/Sinjar ha lanciato un Appello per una Giornata internazionale d’azione contro il femminicidio delle donne yezide, nella ricorrenza del secondo anniversario della campagna militare di ISIS contro il popolo yezida a Sinjar, il 3 Agosto 2016.

Sul genocidio del suo popolo, si leggano le dichiarazioni della ventunenne yezida Nadia Murad, sopravvissuta alle atrocità dei fondamentlisti di ISIS/Daesh.

donne_kurde_star

Biji berxwedana!

A Nusaybin le forze dello stato hanno arrestato e torturato la popolazione; anche il musicista Erkan Benli della band Koma Sê Bira è stato torturato in carcere: dopo averlo costretto a cantare l’inno nazionalista “Ölürüm Türkiyem” (“Morirò per te mia Turchia”), i poliziotti gli ha spezzato le dita, perché non possa mai più suonare. Ma mentre le forze criminali del governo turco proseguono nei massacri intrisi di sadismo, la resistenza non si ferma e, anzi, si potenzia.

Bese Hozat, copresidente del Koma Besê-Hozat-evid-600x250Civakên Kurdistan (KCK), il gruppo delle comunità del Kurdistan, ha rilasciato un’intervista – che vi invitiamo a leggere – in cui tratta anche del ruolo dei paesi occidentali nel genocidio del popolo kurdo.

hpcjin-599x275In Rojava, fra la popolazione civile, sono nate le Forze di Autodifesa delle Donne (HPC-JIN): “La gente pensava che la protezione delle nostre terre fosse una cosa da uomini, ma abbiamo cambiato questa percezione fondando le HPC-JIN”, ha dichiarato la responsabile delle HPC-JIN di Dirbêsîyê, Henîfe Ehmed, spiegando che le HPC-JIN combattono contro la violenza, le molestie e gli stupri. Continue reading

Kongra Star, per l’autodifesa e la rivoluzione delle donne

Cliccando sull’immagine potete visualizzare il pieghevole che ci hanno inviato le compagne di Kongra Star – Confederazione delle strutture organizzate delle donne in Rojava.
Per l’autodifesa, per la lotta contro il patriarcato e le strutture familiari date; per la rivoluzione delle donne in Rojava e in Medio Oriente.

Il termine Star, che caratterizza le strutture e le organizzazioni di donne, richiama la dea Ishtar/Inanna.

Logo_Kongra_Star

Testimonianze dal genocidio

Per quanto sia trascorso oltre un mese dal Newroz, pubblichiamo il report di alcuni compagni e compagne che ha avuto poca circolazione in Italia, ma che dà un’idea tanto della repressione e della resistenza in Bakur quanto delle complicità italiane ed europee con le pratiche genocide dell’AKP.
Consigliamo anche la visione di Cizre Anlatıyor, un video che mostra la devastazione e il genocidio messi in atto a Cizre, con le testimonianze audio di donne e uomini che erano bloccati nei seminterrati e che sono stati, poi, bruciati vivi dalle forze turche.

“Il PKK è il popolo e il popolo è qui!” gridano gli adolescenti di Batman nel Bakur, Kurdistan turco. È il 20 marzo e  siamo a Batman in Bakur  dove le celebrazioni del Newroz sono state vietate; come in tutte le altre città del paese, ad eccezione di Amed dove si svolgerà la festa istituzionale, il 21. Le strade sono presidiate da decine di mezzi blindati di polizia ed esercito, armati di tutto punto, che, con idranti e armi da fuoco, tengono sotto tiro le persone.  Entriamo in città al seguito di Mehmet Ali Aslan, deputato locale del’HDP, e siamo subito accerchiati dai militari. Le persone in piazza cercano di radunarsi per le danze tradizionali, ma anche un semplice ballo è un simbolo di resistenza, e diventa subito un valido pretesto per essere attaccati. Le forze pubbliche schierate disperdono con acqua compressa e lacrimogeni qualunque tentativo di assembramento, ricevendo in cambio fitte sassaiole da parte dei numerosi bambini presenti. Continue reading

Aggiornamenti – Articoli consigliati

Argentina – Murale di solidarietà con la lotta kurda

Argentina – Murale di solidarietà con la lotta kurda

In questo periodo impegni vari non ci lasciano il tempo di aggiornare il blog. Per questo abbiamo selezionato degli articoli, in italiano e in inglese, per chi volesse aggiornarsi sulla ‘guerra infinita’ di Erdogan contro la popolazione kurda e la resistenza di quest’ultima, sugli intrallazzi tra AKP e Daesh, nonché fra paesi europei e Turchia.
Non mancano, com’è ovvio, le donne resistenti!

Building Democracy without the State (Dilar Dirik)

Il presidente Erdoğan arriverà a privare 5 milioni di turchi della loro nazionalità?

Hozat: AKP usa i profughi come strumento di pressione all’esterno contro l’UE e all’interno contro curdi e aleviti

Rapporto dell’intelligence russa sull’attuale aiuto turco allo Stato islamico

Il secondo rapporto dell’intelligence russa sull’attuale aiuto turco allo Stato islamico

Captured ISIS member: We planned the Grê Spi attack with Turkey Continue reading