Resistenza!

“Che tipo di atteggiamento mentale è questo, quale follia, quale perversione? Queste domande mi schizzano per la testa. Cosa è successo in questi appartamenti? Si racconta che a Cizîr, dietro le porte chiuse, le persone hanno subito molestie sessuali e in alcuni casi anche abusi” ha dichiarato Nurcan Baysal dopo aver visitato alcuni edifici di Cizre che erano stati occupati dai militari turchi. Oltre alle devastazioni e alle ruberie, c’era la biancheria intima delle donne esposta in bella vista, come un trofeo.
Schermata 2016-03-13 a 14.29.28Così come un trofeo è stata esposta sui social turchi una giovane studente originaria di Diyarbakır aggredita nella sua casa e picchiata, in quanto kurda, da sei giovani fasciste che l’hanno anche minacciata di bruciarle i capelli.

Negli appartamenti occupati a Cizre dai militari, sono state anche trovate chiare tracce che testimoniano la presenza di militanti di Daesh/ISIS fra le forze turche, a confermare ulteriormente la stretta collaborazione tra il governo di Erdogan e il califfato nel massacrare la popolazione kurda sia in Turchia che in Rojava. Collaborazione rafforzata anche dai traffici economici tra AKP e fondamentalisti e sui quali il governo di Erdogan è stato chiamato a dare spiegazioni ufficiali – che, ovviamente, non darà.

Mentre lo stato turco procede con le sue nefandezze – la giovanissima Helin uccisa e bruciata a tredici anni a İdil dalle forze turche con decine di altri ragazze e ragazzi; Hanife Güzel e Zeriye Yobaş arrestate a Van, semplicemente per i colori che indossavano, mentre stavano andando a manifestare per l’8 marzo; Beritan, di due anni, arrestata con la madre Remziye Tosun e altre persone, dopo esser state evacuate da uno degli scantinati di Sur, con l’accusa di “essere membri di una organizzazione criminale”, “aver creato problemi all’unità e all’integrità territoriale dello stato” e “aver minato l’ordine costituzionale”; bambini e bambine sottratti alle loro famiglie dopo l’arresto dei genitori e affidati alla custodia dei servizi sociali turchi, che li hanno rinchiusi in orfanotrofi – e dopo aver dichiarato concluse le operazioni militari (ma non il coprifuoco) a Sur ha cominciato ad attaccare pesantemente Yüksekova, in Kurdistan si rafforza anche la resistenza.

Alcuni giorni fa, un gruppo di giovani del MLKP si era unito alle Unità di difesa civile a Nusaybin. 5eCFD439AA5BCFD6AE3CBC54E4ABE9CEE22B5280380A7FD5D76E5epimgpsh_fullsize_distrEd è di ieri l’annuncio della nascita del Movimento rivoluzionario dei popoli uniti (HBDH), che sancisce la collaborazione tra dieci diverse organizzazioni rivoluzionarie kurde e turche per “realizzare la rivoluzione contro l’AKP, che sta cercando di stabilire una nuova dittatura fascista ripristinando i colpi di stato militari fascisti del 12 marzo e del 12 settembre”. Dalla dichiarazione congiunta di ieri: “Il Movimento rivoluzionario dei popoli uniti ha come obiettivo la democrazia e un futuro libero per i popoli contro l’imperialismo, il capitalismo, lo sciovinismo, il fascismo e il razzismo” (qui il video).

Anche la potenza delle donne è sempre più visibile e va organizzandosi ovunque, come mostra l’aumento del numero di donne che, nel cantone di Efrin, si occupano della sicurezza delle donne in tutti i campi – facendo a meno dei tribunali – e come mostrano le donne che, a Nusaybin, hanno festeggiato l’8 marzo dietro le barricate insieme alle YPS-JIN o le donne yezide che, a Shengal, hanno festeggiato l’8 marzo con le combattenti delle YJA-STAR e delle YJŞ.

Per avere un’idea della potenza delle donne kurde consigliamo caldamente di vedere Kurdistan: Girls at War, documentario disponibile online fino al 7 maggio.

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