Marzo di lotta e di resistenza


Organizziamo la resistenza, è l’invito che Sebahat Tuncel dal carcere ha indirizzato alle donne kurde per l’8 marzo.

E mentre le istituzioni patriarcali considerano reato lo slogan “Donne, Vita, Libertà”, le donne yezide invitano a partecipare alla conferenza internazionale Gli attacchi genocidi contro le donne yezide e i significati della resistenza e della lotta, che si terrà l’11 e 12 marzo 2017 a Bielefeld, in Germania.
Un tema quanto mai attuale, vista l’attuale seconda ondata di attacchi genocidi contro la popolazione yezida di Shengal, di cui si può leggere in questa selezione di articoli:
(in italiano) Appello del DTK al KDP per Shengal; KCK: Proteggeremo Shengal contro questa seconda ondata di attacchi genocidi; Cosa è successo nella città di Xanesor a Shengal?

(in inglese) Êzidî mothers: Barzani sold Shengal out to Erdoğan; The situation in Shengal in 10 questions

altri articoli consigliati su Firat News:

Per non dimenticare il femminicidio politico di Sakine, Leyla e Fidan

Il 9 gennaio 2013 venivano assassinate a Parigi Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Saylemez, militanti della lotta di liberazione kurda. Il 17 dicembre 2016 l’improvvisa morte di Omer Guney, principale sospettato del triplice femminicidio politico di Parigi, fa sorgere molti interrogativi, non soltanto in chi credeva – forse un po’ ingenuamente –  che le tre compagne avrebbero trovato giustizia in un’aula di tribunale.

Per ricordarle, il 7 gennaio si terrà a Parigi una grande manifestazione “per dimostrare all’AKP, ai suoi collaboratori e al governo fascista di Erdogan che siamo tutte e tutti Sakine, Fidan e Leyla”.

Segnaliamo alcuni link di approfondimento e le iniziative in Italia.

Dichiarazione congiunta delle famiglie della co-fondatrice del PKK Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Saylemez, assassinate a Parigi il 9 gennaio 2013 a Parigi

Comunicato stampa del movimento europeo delle donne kurde

Comunicato del KCK: “Lo Stato francese ha assassinato Sakine, Fidan e Leyla una seconda volta”

Il sicario deceduto e il processo impedito (di Ferda Cetin)

Was the death of Kurdish Paris murders’ suspect Omer Guney planned? (di Maxime Azadi)

Dossier d’information «Vérité et Justice», Janvier 2017 – Mouvement des Femmes kurdes en Europe (in francese)

Iniziative pubbliche in Italia: Bologna, Roma, Torino

Segnalazione: Revolution in Rojava

9780745336596Michael Knapp, Anja Flach and Ercan Ayboga: Revolution in Rojava – Democratic Autonomy and Women’s Liberation in the Middle East
Translated by Janet Biehl
Distributed for Pluto Press
Qui
la sinossi e la breve recensione di Dilar Dirik

 

Due importanti segnalazioni

Sabato 24 settembre si terrà a Roma una manifestazione nazionale a sostegno della lotta del popolo kurdo e per la liberazione di Ocalan. Leggi l’appello e la lettera delle donne di ReteKurdistan.
Nel sito di ReteKurdistan si trovano tutte le informazioni sui pullman per partecipare alla mobilitazione.

Segnaliamo anche la pubblicazione di Gineologia – La scienza delle donne. Le copie vanno richieste direttamente a UIKI onlus.

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3 agosto 2014 – 3 agosto 2016

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Ricorre oggi il secondo anniversario del massacro di Shengal.
Un’ottima rassegna delle varie iniziative e degli articoli si trova su ÊzîdîPress.

Segnaliamo un articolo di Firat News su come le Unità di resistenza maschili e femminili di Shengal abbiano celebrato l’anniversario.

Consigliamo anche di leggere le dichiarazioni dell’organizzazione di donne Kongreya Star di Kobane.

Schermata 2016-08-03 a 16.34.33E a proposito di donne resistenti, segnaliamo la nascita di Parastina-Jin, per l’autodifesa delle donne in Rojava.

Verso il 3 agosto

770x500cc-mnb-30-07-16-kadinlar-carsaf-yakma-mansetA Mabij continuano, da giorni, i combattimenti contro Daesh, e intanto le donne dei quartieri liberati dai combattenti bruciano i burqa che erano stati loro imposti dai fondamentalisti.

In Turchia, invece, le associazioni femministe e le organizzazioni di donne denunciano il moltiplicarsi di abusi sessuali e minacce con le piazze piene di sostenitori dell’Akp e squadre punitive alla caccia di traditori. Il maschilismo di cui è impregnata l’ideologia del partito di Erdogan trova uno specchio nei suoi sostenitori, non ci sorprende.

CmDE1-PWgAALLh-Mentre ancora una volta la Turchia rifiuta di consegnare ai familiari il corpo di una giovanissima combattente kurda – Eylem Ataş, nome di battaglia Cemre Heval – caduta in Siria nella lotta contro ISIS, si moltiplicano le testimonianze delle donne yezide sull’occupazione di Shengal/Sinjar, il genocidio degli yezidi e i rapimenti da parte di ISIS/Daesh il 3 agosto del 2014.

Vi invitiamo a leggere le testimonianze raccolte in questo articolo, che non solo ribadiscono le ben note atrocità dei fondamentalisti, ma anche le difficoltà che hanno incontrato le ragazze yezide che sono riuscite a fuggire dalle mani dei loro stupratori e sfruttatori. Una volta fuggite, infatti, sono spesso diventate occasione di guadagno per chi, ospitandole durante la fuga, ne ha poi chiesto il riscatto ai loro familiari. Continue reading

Biji berxwedana!

A Nusaybin le forze dello stato hanno arrestato e torturato la popolazione; anche il musicista Erkan Benli della band Koma Sê Bira è stato torturato in carcere: dopo averlo costretto a cantare l’inno nazionalista “Ölürüm Türkiyem” (“Morirò per te mia Turchia”), i poliziotti gli ha spezzato le dita, perché non possa mai più suonare. Ma mentre le forze criminali del governo turco proseguono nei massacri intrisi di sadismo, la resistenza non si ferma e, anzi, si potenzia.

Bese Hozat, copresidente del Koma Besê-Hozat-evid-600x250Civakên Kurdistan (KCK), il gruppo delle comunità del Kurdistan, ha rilasciato un’intervista – che vi invitiamo a leggere – in cui tratta anche del ruolo dei paesi occidentali nel genocidio del popolo kurdo.

hpcjin-599x275In Rojava, fra la popolazione civile, sono nate le Forze di Autodifesa delle Donne (HPC-JIN): “La gente pensava che la protezione delle nostre terre fosse una cosa da uomini, ma abbiamo cambiato questa percezione fondando le HPC-JIN”, ha dichiarato la responsabile delle HPC-JIN di Dirbêsîyê, Henîfe Ehmed, spiegando che le HPC-JIN combattono contro la violenza, le molestie e gli stupri. Continue reading

Kongra Star, per l’autodifesa e la rivoluzione delle donne

Cliccando sull’immagine potete visualizzare il pieghevole che ci hanno inviato le compagne di Kongra Star – Confederazione delle strutture organizzate delle donne in Rojava.
Per l’autodifesa, per la lotta contro il patriarcato e le strutture familiari date; per la rivoluzione delle donne in Rojava e in Medio Oriente.

Il termine Star, che caratterizza le strutture e le organizzazioni di donne, richiama la dea Ishtar/Inanna.

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Golpe mafioso e popolazione vessata, ma la resistenza continua

Alla fine l’AKP ce l’ha fatta: la proposta di revoca dell’immunità parlamentare alle deputate e ai deputati del’HDP è passata a gran maggioranza. Questo significherà anche l’aggravarsi della situazione della popolazione kurda nel sud-est del Paese (1 e 2), dove continua la distruzione delle città; Nusaybin è stata bombardata dai jet turchi anche con armi chimiche, come si può vedere nel filmato sottostante.

yidirim-e1463674882555Domani il governo del sultano Erdogan eleggerà il nuovo primo ministro, nonché nuovo presidente dell’AKP: Binali Yildirim, che nel corso di un’inchiesta giudiziaria, poi bloccata dal governo, figurava come “padrino” dell’organizzazione mafiosa che gravita intorno al presidente Erdogan. Continue reading

Schiave sessuali siriane per le forze speciali turche

6-coastguardQuello dei rifugiati è un grande business, si sa. Nel caso della Turchia, lo è non solo per gli accordi criminali voluti dall’Unione Europea – che hanno legittimato la guardia costiera turca ad aggredire i barconi carichi di rifugiati per farli annegare – ma anche perché molti campi profughi turchi sono, in realtà, basi di reclutamento e addestramento dei fondamentalisti diretti in Siria (1 e 2). Ricordiamo, inoltre, che il regime turco già lo scorso gennaio aveva evacuato la popolazione yezida, in fuga da Daesh, dal campo profughi di Nusaybin, per trasformare quest’ultimo nell’ennesimo quartier generale del genocidio della popolazione kurda.
Se tutto questo non bastasse, dalla testimonianza di una giovanissima donna è emerso, nei giorni scorsi, un traffico “istituzionale” di profughe da destinare, come schiave sessuali, alle forze speciali che stanno distruggendo le città del Kurdistan del Nord. Ne ha scritto Jinha in un articolo che abbiamo tradotto e che invitiamo a diffondere quanto più possibile contro il patriarcato che – in Oriente come in Occidente – vampirizza le vite delle donne, tra guerre e frontiere. Continue reading